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insieme per il miglioramento del risultato del sistema azienda |
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Ma la domanda che ci poniamo è: come possiamo effettivamente mettere in pratica quanto descritto. Prima di tutto dobbiamo comprendere che applicare i concetti che fanno parte di queste due tecniche, vuol dire incidere principalmente sulla mentalità che contraddistingue l’organizzazione. Incidere significa in molti casi, stravolgere i modi di pensare e i comportamenti reali, non tanto quelli dichiarati, in favore di una vera e propria condivisione di obiettivi che passa, giocoforza, nel coinvolgimento fattivo dei vari livelli di responsabilità. Questo non vuol dire fermare le attività a favore di riunioni fiume e spesso inconcludenti, ma sicuramente significa coinvolgere il personale all’interno delle specifiche responsabilità. Sia che si parli di società di servizi che di azienda manifatturiera, l’indice viene puntato sul rendimento delle varie fasi che contraddistinguono le varie attività. Quando parliamo di efficienza, la mente va verso una valutazione puramente numerica tra ciò che si può fare e ciò che si è fatto. Ora, in linea teorica, questo indice, che è un rapporto tra due valori, ci consente di verificare quanto il nostro sistema è in grado di generare utili, visto che questi sono la differenza tra ciò che abbiamo ricavato e ciò che abbiamo speso. In esso si celano i veri motivi che generano inefficienze, il problema è che più delle volte ci si limita solo ad analizzarle il significato evidente, evitando, spesso coscientemente, di analizzarne il significato intrinseco. Bene! cambiare mentalità vuol dire incidere sul problema facendo emergere le verità nascoste, senza timore di evidenziare anche costumi, generatisi nel tempo, che sono stati accettati per una mancanza di volontà nel volerli affrontare e cambiarli. Primo passaggio nel raggiungimento dell’efficienza è: chi ha l’onere o l’onore di gestire, deve essere pronto a rivedere il suo modo di affrontare i problemi, consapevole che coerenza, determinazione, capacità di ascolto e critica (autocritica) sono i fondamenti della nuova gestione. Secondo passaggio è la consapevolezza che un qualsiasi problema, non può essere risolto se non dopo averlo analizzato, questo significa che si deve dedicare tempo alla: sua identificazione, definizione, analisi, ricerca di soluzioni, attuazione delle soluzioni proposte e loro verifica. Quindi investire denaro sotto forma di tempo, ossia mettere in soffitta il concetto che vede queste attività inutili e improduttive. Solo dopo che questi due passaggi fondamentali sono stati assorbiti e “digeriti”, da chi ha il potere di determinare la gestione, possiamo effettivamente dedicarci all’implementazione dei concetti della Lean production e di Six Sigma. Un aspetto importante che non si deve mai dimenticare, è il contesto in cui andremo ad operare, ovvero non dobbiamo sovradimensionare le attività e le risorse che andremo a dedicare al progetto, questo perché il suo corretto bilanciamento consente, di mantenere sempre attivo il sistema procedurale attivato, evitando che questo, nel tempo, venga abbandonato. Quello che viene dopo è una normale attività di ricerca e verifica, finalizzata alla identificazione e applicazione di soluzioni procedurali che permettano di ottenere risultati sempre più soddisfacenti eliminando tutte quelle sacche di spreco che generano costi inutili e rilavorazioni altrettanto costose.
Da leggere:
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© G.Catalani Tutti i diritti riservati Data ultimo aggiornamento 05/01/2009 |
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