Teoria delle Emulsioni

Parte terza - Teoria Micellare

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Teoria Micellare

Come precedentemente accennato lo scostamento dal comportamento ideale dei composti ad attività superficiale (anfifilici) è dovuto alla formazione di aggregati molecolari denominati micelle che si formano ad una determinata concentrazione denominata CMC (concentrazione micellare critica). Perché si vengano a formare le micelle il composto deve presentare queste caratteristiche:

  1. possedere una catena idrocarburica sufficientemente lunga da ridurre notevolmente la solubilità in acqua

  2. possedere un gruppo polare sufficientemente attivo da promuovere la solubilità della molecola

La formazione di micelle è legata ad un corretto bilanciamento tra la parte “idrofobica” e la parte “idrofilia” della molecola, da questo bilancio dipendono le proprietà chimico-fisiche quali la solubilità, l’energia di assorbimento interfasale, la CMC, il could point, ecc.

Con valori inferiori alla CMC gli anfifili ionici si comportano come normali elettroliti (anche i non ionici si comportano in modo analogo), mentre a concentrazioni superiori si ha un aumento della sostanza micelllizzata. Il raggiungimento della CMC ha quale conseguenza:

  • stabilizzazione della pressione osmotica

  • diminuzione dell’autodiffusione

  • diminuzione della conducibilità equivalente

  • stabilizzazione della tensione superficiale

  • aumento della risonanza magnetica

  • aumento della turbidità

  • aumento della solubilizzazione

I fattori che influenzano la CMC sono legati a:

·         struttura chimica del tensioattivo

 l’aumento della catena idrocarburica diminuisce la cmc;

in soluzione acquosa la cmc si dimezza per ogni CH2 . Per una serie omologa vale la relazione:

Log cmc = a + bnc

Dove:

a – b sono costanti dipendenti dal tensioattivo (0,5 per nonionici e zitterionici, 0,29-0,30 per gli ionici)

nsono gli atomi di carbonio della catena

la presenza di ramificazioni sulla catena alchilica provoca il dimezzamento per ogni gruppo CH2 sulla ramificazione rispetto allo stesso gruppo sulla catena principale

la presenza di doppi legami aumenta la cmc

sopra i 16 atomi di carbonio, sulla catena principale, la cmc diminuisce più lentamente per ogni incremento di gruppi metilici, mentre sopra i 18 possiamo ritenere il valore costante.

L’introduzione di gruppi –O- ed –OH- aumenta notevolmente il valore della cmc

La presenza di un gruppo polare sulla catena aumenta notevolmente la cmc, infatti:

cationici/anionici/zwitterionici > non ionici (i diversi gruppi negli ionici non portano significative differenze nel valore della cmc)

l’aumento di carica (dicarbossilici) incrementa notevolmente la cms

per i non ionici la cmc è influenzata dalla natura del gruppo idrofilico

·         natura del solvente (presenza o meno di elettroliti)

l’aggiunta di elettroliti provoca una diminuzione della cmc nel seguente ordine       

ionici> zwitterionici > nonionici.

Per quanto riguarda gli zwitterionici e i nonionici, la variazione della cmc è stata attribuita al cosiddetto effetto di “salting out” o “salting in”dei gruppi idrofobici.  Tale effetto è in relazione al lavoro necessario per creare nella struttura del solvente il volume utile all’ “accoglimento” del soluto non polare, rispetto a quello in presenza di elettroliti.- diversa strutturazione del  solvente –

Per la maggior parte dei casi la relazione tra cmc e concentrazione di elettrolita e data da:

Log cmc = cost + KCi

K costante dipendente dal tensioattivo, temperatura ed elettrolita

Ci concentrazione elettrolita

Per elettroliti monovalenti

Log cmc = a log Ci + b

A – b costanti dipendenti da temperatura e gruppo polare

Ci concetrazione contrioni

La presenza di elettroliti influenza il numero di aggregazioni, la crescita e la forma delle micelle

·         Effetto dei contro ioni

la cmc è influenzata dalla valenza del contro ione  in diminuzione da mono a bi valente, l’influenza è maggiore nei cationici che negli anionici

·         Punto di krafft

I tensioattivi ionici che danno luogo a soluzioni micellari, mostrano un notevole incremento della solubilità ad una certa temperatura detto punto di krafft, Sotto il punto di krafft la solubilità è dovuta al monomero non associato che risulta notevolmente minore di quella della micella.

·         Cloud point

Le soluzioni di tensioattivi nonionici, ad una certa temperatura, divengono lattescenti e le soluzioni si separano in due fasi. Una fase è costituita da acqua con una quantità molto piccola di tensioattivo (0,02%) l’altra costituita dal tensioattivo come fase disperdente ed acqua come fase dispersa. Una curva di cloud point rappresenta una curva di solubilità liquido liquido

·         valori di temperatura

l’influenza è solitamente piccola nell’intervallo tra 10-70°C, comunque l’aumento della temperatura comporta una diminuzione di cmc fino ad un limite minimo oltre il quale, all’aumento ulteriore di temperatura, ricomincia a salire.

Struttura micellare

Diversi sono i modelli proposti per descrivere le micelle

il primo risale al 1935 – Hartley –

la micella viene descritta come un aggregato sferico contenente da 50 a 200 monomeri avente un raggio pari alla lunghezza della catena idrocarburica, con una parte interna idrofobica (core) mobile e dei gruppi idrofilici ai quali sono associati i contro ioni (tensioattivi ionici) in parte legati e localizzati nello strato di Stern e altri, la maggior parte, nello strato di Gouy-Champman. Questo modello non prevede la penetrazione di acqua al di sotto  del gruppo polare anche se risultano bagnate.

Modello di Manger:

prevede un centro di simmetria che permette di minimizzare gli spazi vuoti all’interno del “core”. Questo risulta più piccolo rispetto a quello previsto dal modello di Hartley, in oltre l’acqua vi può penetrare in modo considerevole. La superficie micellare è molto rugosa e lo strato di Stern meno definito di quanto non sia nel modello di Hartley

Dill-Flory (teoria reticolare delle soluzioni polimeriche)

La micella è considerata costituita da Ni  catene, ognuna di n+1 segmenti collegati da n legami flessibili. Ad ognuno di questi segmenti è assegnata una posizione in un reticolo tridimensionale sferico on modo tale che ogni posizione sia al massimo occupata da un solo segmento di catena.

Fromherz (conformazione a blocchi);

prevede che: le catene del tensioattivo siano tra loro parallele, che i gruppi polari siano il più distante tra loro, conformazione gauche (rotazione dei gruppi polari sull’asse del legame dei gruppi alchilici - posizione a minor energia potenziale) della catena alchilica vicino al gruppo polare, presenza di contro ioni legati. Questo modello rappresenta probabilmente la miglior razionalizzazione dei modelli e dei dati che riguardano micelle di tipo ionico.

Il processo di aggregazione micellare è il risultato di due contributi (modello di Tanford):

l’interazione tra le catene idrofobiche che provoca l’associazione tra le molecole e la presenza di gruppi polari, idrofilici, che limitano il processo di associazione. Queste due interazioni, competitive tra loro, agiscono principalmente nella regione interfasale. Questo modello prevede una determinata geometria che consente di ottenere una struttura termodinamicamente stabile, dipendente dall’area occupata dal gruppo polare, dal volume del core, dalla lunghezza della catena idrocarburica, il parametro che definisce le condizioni geometriche della micella è detto di “impacchettamento” che assume il valore < 1/3 per le micelle sferiche, < 1/2 per le micelle non sferiche e < 1 nei casi di bistrato

La micella non ha una struttura rigida, anzi esistono evidenze sperimentali che indicano maggior similitudini ai liquidi che ai solidi. Una conseguenza legata a questo comportamento è la dinamicità dell’equilibrio tra micella e monomeri. Possiamo evidenziare:

1.      associazione e dissociazione dell’anfifilo dall’aggregato

2.      formazione e dissociazione dell’aggregato

3.      variazioni di forma e dimensioni dell’aggregato

4.      associazione e dissociazione dall’aggregato dei contro ioni (micelle ioniche)

5.      variazione dell’idratazione dell’aggregato

 

Il ruolo delle micelle è principalmente quello di solubilizzante, l’azione, in fase acquosa, è legata alle caratteristiche idrofobiche ed antipatiche del solubilizzato. Pur sussistendo la possibilità di diversi siti di solubilizzazione e diversi orientamenti, alcuni di questi risultano energeticamente più favoriti rispetto ad altri.

  1. il solubilizzato è altamente idrofobico ed il sito preferenziale è il core della micella

  2. la sostanza è anfifilica (alcoli) e si solubilizza con la testa polare alla superficie micellare e la catena idrofobica nel core

  3. il solubilizzato è poco solubile nel solvente, per cui si ha una ripartizione nel core e nella superficie (caso degli idrocarburi aromatici)

  4. Sostanza relativamente polare che in micelle non ioniche, con catene poliossietileniche voluminose, si distribuisce sulla superficie.

Il processo di solubilizzazione provoca un aumento nel numero di aggregazioni delle micelle e delle loro dimensioni.

 

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Da leggere:

Teoria delle emulsioni parte I

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