Caffeina

metil xantine

Home - Formazione


Caffeina teobromina teofillina sono alcaloidi a base purinica, hanno struttura molecolare simile, ed essendo legate a gruppi metilici vengono denominate metil-xantine.

La caffeina si trova: nei frutti della "coffea arabica" e specie similari dalle quali si ricava il caffè(3%), nelle fogli di matè , nelle noci di cola; la teobromina è contenuta nei semi di "teobroma cacao" con i quali si ottiene il cacao ed il cioccolato; la teofillina e la caffeina si trovano nelle foglie di "thea sinensis" da cui si ricava il tè (4-5%).

La caffeina si ottiene: per estrazione dalle polveri di tè e caffè, come sottoprodotto nella fabbricazione del caffè decaffeinato e per via sintetica. Si presenta come polvere bianca o lunghi aghi bianchi serici leggerissimi, flessibili efflorescenti all’aria. Cristallizzata dall’acqua contiene una molecola d’acqua che perde parzialmente all’aria e totalmente a 100°C., cristallizzata dai solventi è anidra. Inodore di sapore amaro è:

-         poco solubile in acqua fredda, alcool e acetone solubile in acqua bollente, cloroformio, acetato di etile e tetraidrofurano

-         leggermente solubile in etere, etere di petrolio e solfuro di carbonio.

-         Poco solubile in benzene. alcol, etere e acetone

La soluzione acquosa è neutra al tornasole; la solubilità in acqua è aumentata dai benzoati, citrati, salicilati e cinnamati alcalini e dall’acido citrico. La caffeina è incompatibile con sostanze tanniche, sali di Ag e iodio. I Sali di caffeina sono poco stabili e in soluzione acquosa si idrolizzano facilmente. La caffeina sodio benzoato è costituita da una miscela di caffeina e benzoato sodico (47-50% di caffeina anidra), si presenta come polvere bianca inodore, di sapore amaro. Solubile in acqua (1:4) e per acidificazione si decompone con precipitato di acido benzoico.

 

La caffeina, in cosmesi trova maggior utilizzo come: 

-          Sostanza sinergica all’attività di apoptosi selettiva nei riguardi delle cellule danneggiate da UV

-          coadiuvante per il trattamento della adiposità localizzata o idro-lipopessia, date le potenzialità lipolitiche e termogeniche.

-          Come stimolante della crescita del capello, nei casi di alopecia ereditaria (androgenetica)

 

Apoptosi

 Indica una forma di morte cellulare programmata priva di fenomeni infiammatori al contrario della necrosi, che è una forma di morte cellulare risultante da un acuto stress o trauma cellulare accompagnata da stato infiammatorio. Una eccessiva attività apoptotica può causare disordini da perdita di cellule (si vedano ad esempio alcune malattie neurodegenerative, come il morbo di Parkinson), mentre una apoptosi carente può implicare una crescita cellulare incontrollata, meccanismo alla base delle neoplasie.

 L’attivita' fotobiologica degli UV provoca danni al DNA, che nella maggior parte dei casi vengono subito riparati. Esigui dosaggi UVB bastano a produrre alterazioni genomiche tali da determinare: la morte, per apoptosi, di alcune cellule dell’epidermide (sunburn cells), ed in altre difetti permanenti (mutazioni), che sono alla base del degrado senile e della degenerazione neoplastica.  Se gli UV-B agiscono principalmente sull’epidermide, gli UVA penetrano in profondità fino al derma, eccitando i cromofori cutanei. Questi, a loro volta, dando vita a specie reattive all’ossigeno (ROS) provocano la formazione di radicali liberi, generando l’aumento del fenomeno di apoptosi.

Gli studi sulle interferenze della caffeina nei processi di generazione del cancro alla pelle, hanno dimostrato che l’associazione di movimento (esercizio fisico) e caffeina porta all’aumento del fenomeno di apoptosi nei riguardi delle cellule danneggiate –azione selettiva- dai raggi UV, inibendo, conseguentemente, la diffusione del cancro.( così anche l’epigallocatechin gallato EGCG).L’uso di Caffeina Sodio benzoato risulta maggiormente efficace, infatti l’attività di UVB-apoptosi risulta aumenta di 2-3 volte

 Panniculite (cellulite)

 Dal punto di vista cosmetico la panniculite  - liposclerosi - meglio nota come cellulite, occupa una posizione di preminenza nel novero delle preoccupazioni che accompagnano il mondo femminile di oggi. Questi inestetismi che sfociano in vere e proprie malformazioni, sono il risultato di accumuli di materiale connettivo grassoso; le cause che portano a questo stato sono complesse e i fattori che favoriscono tale situazione sono molti, alcuni dei quali  legati a: ereditarietà, costituzione, metabolismo.

Il tessuto subcutaneo, o panniculo adiposo, posto tra derma e la fascia muscolare, ha il compito di coibentare i tessuti profondi  contro la dispersione termica, proteggerli dagli insulti traumatici e fungere da riserva d’energia.

Questo tessuto può essere sede di patologie infiammatorie, anche frequenti, che prendono il nome di panniculiti, inoltre  è sede di lipodistrofie localizzate e generalizzate, quale ad esempio l’ipertrofia (ingrossamento) paniculo-lobulare localizzata. Possiamo quindi affermare che la liposclerosi è una vera e propria malattia che deve trovare nel medico specialista, il riferimento per le possibili soluzioni. Ciò significa che il fai da te e comunque il ricorso a preparati cosmetici, non sono certo la risposta a questa patologia. Diversamente se ci avviciniamo ad un altro stato morboso quale è la idro-lipopessia localizzata (adiposità localizzata). Questa patologia consta di una ritenzione di liquidi e grassi che provocano accumulo- nelle zone classiche della cellulite e con le medesime caratteristiche morfologiche delle “culottes de cheval”- di acqua e grasso. Le ragioni che portano a questo stato sono diverse e legate a cause quali: sedentarietà, scarsa attività fisica, alimentazione scorretta, assunzione in età precocissima di anticoncezionali orali, abuso di tranquillanti, ecc.. E’ sicuramente in questo tipo di patologia, che l’uso di sostanze che facilitano il drenaggio possono portare al miglioramento di questo inestetismo.  La caffeina, pur avendo quale azione principale quella di stimolare la mobilizzazione degli acidi grassi nel tessuto adiposo, viene convenientemente utilizzata nelle preparazioni cosmetiche, proprio per la sua capacità di stimolare il drenaggio e la rimozione dei liquidi stagnanti (funzione antiedematosa),..

Alopecia androgenetica

 L’alopecia androgenetica (calvizie comune, alopecia seborroica o ippocratica) è la più comune delle alopecie e affligge, anche se in modo diverso, sia uomini che donne. La causa è l’assottigliamento del capello indotto dagli ormoni androgeni che trovano un terreno geneticamente predisposto. Questa malattia comincia a manifestarsi nella pubertà, i soggetti che presentano una storia famigliare in cui l’alopecia è una costante, hanno moltissime probabilità di rimanerne colpiti. Il fenomeno, dal punto di vista patologico, consiste in una progressiva riduzione del diametro dei follicoli terminali che porta, quale conseguenza, la formazione di peli più piccoli, sottili scarsamente pigmentati e privi di midollo. Se nell’uomo la fase terminale è la calvizie, nella donna questo fenomeno è difficilmente raggiunto, infatti se nell’uomo il diradamento colpisce sia la fascia frontale che quella centrale, nelle donne il diradamento è principalmente nella parte centrale. Eventuali casi di inversione delle zone di diradamento indicano caratteri femminili negli uomini e maschili nelle donne. Dal punto di vista terapeutico gli interventi possono essere di tipo topico, orali e chirurgici, tutti con risultati parziali e non sempre soddisfacenti. Si tenga presente che gli effetti collaterali sono significativi e in alcuni casi ne limitano l’uso. (minoxidil, agenti antiandrogeni, innesti).  Le ricerche, condotte presso la clinica di dermatologia e allergologia dermatologica della Friedrich-Schiller-Universität di Jena (Dr. T. W. Fischer, Prof. Dr. P. Elsner), hanno dimostrato che la caffeina è in grado di eliminare l’effetto negativo che il testosterone ha sulla fase di crescita del capello, giungendo a stimolarne la crescita al di sopra dei valori normali. Per quanto riguarda il suo utilizzo per via topica, il centro di fisiologia sperimentale e applicata della cute presso la Charité di Berlino, ha dimostrato che già dopo un breve tempo di posa, la caffeina penetra nel follicolo pilifero, dove è rilevabile anche dopo 24 ore dall’applicazione. Questi studi indicano che l’utilizzo di shampoo contenenti caffeina, potrebbero essere considerati rimedi alle forme di alopecia androgenetica.

 

Torna Su

Da leggere:

 


 Profilo        Glossario

© G.Catalani Tutti i diritti riservati                                                                                                                                  Data ultimo aggiornamento 06/01/2009

Condividi su Facebook